Le imposte sui consumi

  • IVA
  • Accise
  • Addizionale regionale
 

Imposte sul gas

Regione Usi civili Usi industriali
Fascia di consumo annuo    
fino a 120 m3 da 120 a 480 m3 da 480 a 1.560 m3 oltre 1.560 m3 fino a 1.200.000 m3 oltre 1.200.000 m3
ACCISA            
Normale 4,40 17,50 17,00 18,60 1,2498 0,7499
Territori ex-Cassa del Mezzogiorno(A) 3,80 13,50 12,00 15,00 1,2498 0,7499
ADDIZIONALE   REGIONALEB            
Piemonte 1,9000 2,5800 2,5800 2,5800 0,6249 0,5200
Veneto 0,7747 2,3241 2,5823 3,0987 0,6249 0,5165
Liguria            
- zone climatiche C e D 1,9000 2,5800 2,5800 2,5800 0,0000 0,0000
- zona climatica E 1,5500 1,5500 1,5500 1,5500 0,6249 0,5200
- zona climatica F 1,0300 1,0300 1,0300 1,0300 0,0000 0,0000
Emilia Romagna 2,2000 3,0987 3,0987 3,0987 0,6249 0,5165
Toscana 1,5000 2,6000 3,0000 3,0000 0,6000 0,5200
Umbria 0,5165 0,5165 0,5165 0,5165 0,5165 0,5165
Marche 1,5500 1,8100 2,0700 2,5800 0,6249 0,5200
Lazio 1,9000 3,0990 3,0990 3,0990 0,6249 0,5160
Abruzzo            
- zone climatiche E e F 1,0330 1,0330 1,0330 1,0330 0,6474 0,6474
- altre zone 1,9000 2,3241 2,5823 2,5823 0,6474 0,6474
Molise 3,0987 3,0987 3,0987 3,0987 0,6200 0,6200
Campania 1,9000 3,1000 3,1000 3,1000 0,6249 0,6249
Puglia 1,9000 3,0980 3,0980 3,0980 0,0000 0,0000
Calabria 2,2000 2,5823 2,5823 2,5823 0,6474 0,6474
ALIQUOTA   IVA (%) 10 10 22 22 10(C) 10(C)

A) Si tratta dei territori indicati dalla legge n. 218/1978
B) Le regioni a statuto speciale hanno posto l'addizionale regionale pari a 0; l'imposta non è più dovuta anche in Lombardia dal 2002 (L.R. 18/12/2001, n.27) e in Basilicata dal 2008 (L.R. 28/12/2007, n. 28)
C) Aliquota per le imprese estrattive, agricole e manifatturiere; per le altre imprese l'aliquota sale al 20%.

Il comma 5 dell’art. 12 della L. 488 del 23/12/1999, in vigore dal 01/01/2000, ha esteso l’applicazione dell’aliquota per “usi industriali” alle seguenti attività :

  1. esercizi di ristorazione;
  2. impianti sportivi adibiti esclusivamente ad attività dilettantistiche e gestiti senza fine di lucro;
  3. impianti sportivi ed attività ricettive svolte da istituzioni finalizzate all’assistenza dei disabili, degli orfani, degli anziani e degli indigenti anche quando non è previsto lo scopo di lucro.

In seguito alla suddetta modifica ed ai successivi aggiornamenti, l’attuale formulazione dell’art. 26 del Testo Unico accise approvato con D.Lgs. 504 del 26/10/1995 recita :

  1. 1.Il gas naturale (codici NC 2711 11 00 e NC 2711 21 00), destinato alla combustione per usi civili e per usi industriali, nonché all'autotrazione, e' sottoposto   ad   accisa,   con   l'applicazione   delle aliquote di cui all'allegato I, al momento della fornitura ai consumatori finali ovvero al momento del consumo per il gas naturale estratto per uso proprio.
  2. 2.Sono considerati compresi negli usi civili anche gli impieghi del gas naturale, destinato alla combustione, nei locali delle imprese industriali, artigiane e agricole, posti fuori dagli stabilimenti, dai laboratori e dalle aziende dove viene svolta l'attività produttiva, nonché alla produzione di acqua calda, di altri vettori termici o di calore, non utilizzati in impieghi produttivi dell'impresa, ma ceduti a terzi per usi civili.
  3. 3.Sono considerati compresi negli usi industriali gli impieghi del gas naturale, destinato alla combustione, in tutte le attività industriali produttive di beni e servizi e nelle attività artigianali ed agricole, nonché gli   impieghi   nel   settore  alberghiero,   nel   settore   della distribuzione commerciale, negli esercizi di ristorazione, negli impianti sportivi adibiti   esclusivamente ad attività dilettantistiche e gestiti senza fini   di   lucro, nel teleriscaldamento alimentato da impianti di cogenerazione che abbiano le caratteristiche tecniche indicate nella lettera b) del comma 2 dell'articolo 11 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, anche se riforniscono utenze civili. Si considerano, altresì, compresi negli usi industriali, anche quando non e' previsto lo scopo di lucro, gli impieghi del gas naturale, destinato alla combustione, nelle attività ricettive svolte da istituzioni finalizzate all'assistenza dei disabili, degli orfani, degli anziani e degli indigenti.
  4. 4.Sono assoggettati all'aliquota relativa al gas naturale impiegato per combustione per usi industriali i consumi di gas naturale impiegato negli stabilimenti di   produzione anche se nei medesimi vengono introdotte e depositate merci provenienti da altri stabilimenti, purché di società controllate o di società collegate con quella titolare della concessione ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, nonché i consumi relativi ad operazioni connesse con l'attività industriale.
  5. 5. Ai fini della tassazione di cui al comma 1 si considerano gas naturale anche le miscele contenenti metano ed altri idrocarburi gassosi in misura non inferiore al 70 per cento in volume. Per le miscele contenenti metano ed altri idrocarburi gassosi in misura inferiore al 70 per cento in volume, ferma restando l'applicazione dell'articolo 21, commi 3, 4 e 5, quando ne ricorrano i presupposti, sono applicate le aliquote di accisa, relative al gas naturale, in misura proporzionale al contenuto complessivo, in volume, di metano ed altri idrocarburi. Per le miscele di gas naturale con aria o con altri gas ottenuti nelle officine del gas di città, l'imposta si applica con riguardo ai quantitativi di gas naturale originari, secondo le percentuali sopraindicate, impiegati nelle miscelazioni. Per le miscele di gas ottenuto nelle officine del gas di città od in altri stabilimenti, con qualsiasi processo di lavorazione che utilizzi metano o altra materia prima, l'imposta si applica sulla percentuale di metano puro che risulta in esso contenuta.                                                                  
  6. 6.Non sono sottoposte ad accisa le miscele gassose di cui al comma 5 di origine biologica destinate agli usi propri del soggetto che le produce.    
  7. 7.Sono obbligati al pagamento dell'imposta di cui al comma 1 secondo le modalità previste dal comma 13 e con diritto di rivalsa sui consumatori finali:                                                                      
    1. a)i soggetti che procedono alla fatturazione del gas naturale ai consumatori finali comprese le società aventi sede legale nel territorio nazionale e registrate presso la competente Direzione regionale dell'Agenzia delle dogane, designate da soggetti comunitari non aventi sede nel medesimo territorio che forniscono il prodotto direttamente a consumatori finali nazionali;
    2. b) i soggetti che acquistano per uso proprio gas naturale da Paesi comunitari o da Paesi terzi, avvalendosi delle reti di gasdotti ovvero di infrastrutture per il vettoriamento del prodotto;
    3. c) i soggetti che acquistano il gas naturale confezionato in bombole o in altro recipiente da altri Paesi comunitari o da Paesi terzi;
    4. d)i soggetti che estraggono per uso proprio gas naturale in territorio nazionale.
  8. 8. Su richiesta possono essere riconosciuti come soggetti obbligati i gestori delle reti di gasdotti nazionali per il solo gas naturale impiegato per il vettoriamento del prodotto.                                          
  9. 9.Si considerano consumatori finali anche gli esercenti impianti di distribuzione stradale   di gas naturale per autotrazione non dotati di apparecchiature di compressione per il riempimento di carri bombolai.        
  10. 10.I soggetti di cui ai commi 7 e 8 hanno l'obbligo di denunciare preventivamente la propria attività all'Ufficio dell'Agenzia delle dogane competente per   territorio   e   di   prestare una cauzione sul pagamento dell'accisa. Tale cauzione e' determinata dal medesimo Ufficio in misura pari ad un dodicesimo dell'imposta annua che si presume dovuta in relazione ai dati comunicati dal soggetto nella denuncia e a quelli eventualmente in possesso dell'Ufficio   competente.   Il   medesimo   Ufficio,   effettuati i controlli di competenza e verificata la completezza dei dati relativi alla denuncia e alla cauzione prestata, rilascia, ai soggetti di cui ai commi 7 ed 8, un'autorizzazione, entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della denuncia. I medesimi soggetti sono tenuti a contabilizzare, in un apposito registro di carico e scarico, i quantitativi di gas naturale estratti, acquistati o ceduti e ad integrare, a richiesta dell'Ufficio competente, l'importo   della   cauzione   che   deve risultare pari ad un dodicesimo dell'imposta dovuta nell'anno precedente.                        
  11. 11.Sono esonerate dall'obbligo della prestazione della cauzione di cui al comma 10 le Amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici. L'Agenzia delle dogane ha facoltà di esonerare dal medesimo obbligo le ditte affidabili e di notoria solvibilità. Tale esonero può essere revocato nel caso in cui mutino le condizioni che ne avevano consentito la concessione; in tal caso la cauzione deve essere prestata entro quindici giorni dalla notifica della revoca.                                                                      
  12. 12.L'autorizzazione di cui al comma 10 viene negata o revocata a chiunque sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per reati connessi all'accertamento ed   al pagamento dell'accisa sui prodotti energetici o sull'energia elettrica per i quali e' prevista la pena della reclusione.    
  13. 13.L'accertamento   dell'accisa dovuta viene effettuato sulla base di dichiarazioni annuali,   contenenti   tutti gli elementi necessari per la determinazione del   debito   d'imposta, che sono presentate dai soggetti obbligati entro il mese di marzo dell'anno successivo a quello cui la dichiarazione si riferisce. Il pagamento dell'accisa e' effettuato in rate di acconto mensili da versare entro la fine di ciascun mese, calcolate sulla base dei   consumi   dell'anno precedente. Il versamento a conguaglio e' effettuato entro il mese di marzo dell'anno successivo a quello cui si riferisce. Le somme eventualmente versate in eccedenza all'imposta dovuta sono detratte   dai   successivi versamenti di acconto. L'Amministrazione finanziaria ha facoltà di prescrivere diverse rateizzazioni d'acconto sulla base dei dati tecnici e contabili disponibili. Per la detenzione e la circolazione del gas naturale non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 5 e 6.
  14. 14. Contestualmente all'avvio della propria attività, i soggetti che effettuano l'attività   di   vettoriamento   del   gas   naturale   ne danno comunicazione al competente Ufficio dell'Agenzia delle dogane e presentano una dichiarazione annuale riepilogativa contenente i dati relativi al gas naturale trasportato rilevati nelle stazioni di misura. La dichiarazione e' presentata al competente Ufficio dell'Agenzia delle dogane entro il mese di marzo dell'anno successivo a quello cui la dichiarazione si riferisce. Gli stessi soggetti sono altresì tenuti a rendere disponibili agli organi preposti ai controlli i dati relativi ai soggetti cui il prodotto e' consegnato.
  15. 15. In   occasione   della   scoperta di sottrazione fraudolenta di gas naturale, i venditori compilano una dichiarazione per i consumi di gas naturale accertati e la trasmettono al competente ufficio dell'Agenzia delle dogane appena i consumi fraudolenti sono stati accertati.

Con la circolare nr. 64/D del 04/04/2000 è stato chiarito che, ai fini dell’applicazione dell’aliquota di accisa prevista per “uso industriale” :

  1. si considerano esercizi di ristorazione, per la somministrazione di pasti e bevande, i ristoranti, le trattorie, le tavole calde, le pizzerie, le birrerie e gli esercizi similari. Per somministrazione s’intende la vendita per il consumo sul posto e/o la vendita per asporto dei pasti e delle bevande. Restavano invece esclusi gli esercizi di somministrazione di sole bevande quali i bar, i caffè, le gelaterie, le pasticcerie e gli altri esercizi similari.
  2. È stato altresì chiarito che in presenza di più autorizzazioni per un medesimo locale cioè nel caso in cui in uno stesso locale vendano svolte contemporaneamente un’attività di ristorazione ed un’attività di somministrazione di sole bevande, in assenza di distinti contatori, si dovrà procedere ad una determinazione presunta dei consumi imputando il 50% ad “uso industriale” ed il 50% ad “uso civile”. In tal caso, qualora il titolare dell’esercizio ritenga che possa essere imputato un consumo maggiore all’attività di ristorazione, è prevista la possibilità di produrre una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, a firma del titolare stesso, nella quale dichiarare “la sussistenza di impedimenti tecnici all’installazione di distinti contatori e che i consumi sono prevalentemente da imputare all’attività di ristorazione”. In presenza di tale dichiarazione il consumo sarà assoggettato “TUTTO” all’aliquota prevista per “uso industriale”. La dichiarazione di cui sopra, allegata o contenuta in apposita istanza, dovrà essere prodotta alla società erogatrice. Sia l’istanza che la dichiarazione non dovranno essere autenticate se inviate unitamente a copia fotostatica di un documento di riconoscimento del dichiarante. La società erogatrice provvederà a trasmettere l’istanza e la dichiarazione al competente U.T.F.. Analoga procedura dovrà essere seguita per ogni eventuale variazione dei dati comunicati nella precedente dichiarazione sostitutiva.
  3. Nel caso in cui l’attività di ristorazione sia effettuata congiuntamente ad attività di trattenimento e svago, in sale da ballo, sale da gioco, locali notturni, stabilimenti balneari ed esercizi similari si procede nel medesimo modo indicato al precedente punto 2).
  4. Sono ammesse all’applicazione della particolare aliquota di accisa prevista per “uso industriale” tutte quelle struttura (associazioni, fondazioni, comitati ed ogni altro ente od organismo dotato o meno di personalità giuridica ivi comprese le ONLUS) che svolgono la propria attività senza fine di lucro, per la diffusione della pratica sportiva a livello “esclusivamente” dilettantistico. A tal fine possono considerarsi dilettantistiche quelle attività sportive svolte a titolo gratuito anche con carattere di continuità. Per procedere all’applicazione della particolare aliquota di accisa prevista per “uso industriale” è NECESSARIO che il legale rappresentante dei predetti organismi produca, alla società erogatrice, apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà dichiarando che nella struttura si svolge, senza fine di lucro, attività sportiva esclusivamente dilettantistica. Sia l’istanza che la dichiarazione non dovranno essere autenticate se inviate unitamente a copia fotostatica di un documento di riconoscimento del dichiarante. La società erogatrice provvederà a trasmettere l’istanza e la dichiarazione al competente U.T.F.. Analoga procedura dovrà essere seguita per ogni eventuale variazione dei dati comunicati nella precedente dichiarazione sostitutiva. Si considerano compresi anche i consumi in tutte quelle strutture (docce, locali adibiti a spogliatoi, uffici amministrativi, ecc.) annesse all’impianto. Sono altresì compresi i suddetti consumi anche quando l’impianto sportivo per le sue caratteristiche strutturali non utilizza il gas metano.
  5. Sono infine ammesse, anche quando non è previsto lo scopo di lucro, le attività ricettive svolte da istituzioni finalizzate all’assistenza dei disabili, degli orfani, degli anziani e degli indigenti. Quando non è previsto lo scopo di lucro il legale rappresentante dell’istituzione interessata dovrà produrre, alla società erogatrice, apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà dichiarando che l’attività svolta è finalizzata all’assistenza delle categorie di soggetti individuati dalla norma. Sia l’istanza che la dichiarazione non dovranno essere autenticate se inviate unitamente a copia fotostatica di un documento di riconoscimento del dichiarante. La società erogatrice provvederà a trasmettere l’istanza e la dichiarazione al competente U.T.F.. Analoga procedura dovrà essere seguita per ogni eventuale variazione dei dati comunicati nella precedente dichiarazione sostitutiva.

Con la circolare nr. 48/D del 26/07/2002 è stata chiarito che per ottenere l’applicazione dell’aliquota per “uso industriale”, relativamente al gas metano utilizzato negli esercizi di ristorazione, dove sia svolta anche attività che non dà luogo all’applicazione della predetta aliquota, la dichiarazione sostitutiva deve contenere gli elementi utili ad un riscontro oggettivo dei criteri di prevalenza, quali, a puro titolo esemplificativo, le volumetrie dei locali, gli orari di apertura, la descrizione delle attività, eccetera.

Il D.L. nr. 262 del 03/10/2006 convertito con la L. nr. 286 del 24/11/2006 ha esteso l’applicazione dell’aliquota per “uso industriale” anche ai soggetti esercenti attività nel settore della distribuzione commerciale.

Con la circolare protocollo 4428/V del 27/12/2006 è stato chiarito che gli aventi diritto devono presentare, al soggetto erogatore, richiesta di applicazione dell’aliquota prevista per “uso industriale”, precisando se spettante alla totalità o, in caso di uso promiscuo, a quota parte dei consumi ed allegando il certificato C.C.I.A.A. di iscrizione al relativo albo quale ditta esercente attività di distribuzione commerciale ovvero dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che può essere inserita anche nella richiesta medesima. I soggetti erogatori provvedono a trasmettere apposito elenco con allegate le richieste ricevute e la relativa documentazione. L’aliquota per “uso industriale” è applicata ai consumi decorrenti dalla data di presentazione, al soggetto erogatore, della documentazione richiesta.